venerdì 21 agosto 2015

Fiore Rosso Senza Nome: Tsipras, la Sinistra e l'Europa



Come annunciato da tempo, il premier greco, Alexis Tsipras, si è dimesso, causa mancato sostegno dell’ala di Sinistra del suo partito, Syriza. Ma il motivo è anche un altro: da quando è al governo, il sostegno a Tsipras e al suo partito è aumentato – almeno stando ai sondaggi – e il premier punta ad ottenere la maggioranza assoluta (almeno 151 seggi su 300) e creare un governo monocolore. L’esser stato costretto ad accettare misure d’austerity (ulteriori tagli a pensioni e stipendi, privatizzazione dei maggiori porti, tra cui quello di Mykonos e Corfù, aumento dell’IVA anche sulle isole turistiche, ecc.) ben peggiori di quelle contro le quali aveva dedicato la sua battaglia – battaglia che è stata la principale causa della sua vittoria – ha portato a perdere il sostegno di gran parte del partito. 
Alexis Tsipras ha rassaegnato le dimissioni ieri sera, 20/08/2015, alla TV pubblica.
Per proseguire con le riforme, dunque, Tsipras sarebbe costretto ad allearsi con i partiti centristi (centro, centrodestra e centrosinistra). Ecco perché spera di ottenere un monocolore. Inizialmente le elezioni erano previste per novembre, poi per ottobre, ora si parla del 13 o 20 settembre. Ovviamente, una motivazione c’è. Con il passare del tempo e l’avanzare delle riforme del memorandum, infatti, il sostegno elettorale potrebbe calare o, addirittura, la Sinistra del partito potrebbe avere il tempo di organizzarsi in un nuovo partito – e non è escluso che ciò avvenga lo stesso. Vincerebbe comunque, certo, ma non otterrebbe la maggioranza assoluta. Ed ecco che gli “tsiprasiani puri” descrivono i dissidenti di Sinistra come traditori e i dissenti considerano Tsipras un traditore. La questione, in realtà, è molto più complessa. Tsipras ha fatto degli errori ma ha le sue ragioni: per tutta la campagna elettorale, Tsipras ha sempre negato una sua intenzione di voler uscire dall’Eurozona ma che, anzi, avrebbe combattuto per mantenere la Grecia al suo interno. Ma se è vero che ciò era previsto dal programma, è anche vero che quello stesso programma prevedeva di cambiare le regole di quella UE e risollevare il popolo greco, massacrato dai precedenti memorandum e dalla troika. L’UE, però, si è mostrata insensibile e irriformabile, almeno con gli attuali rapporti di forza esistenti in essa. Forse si sarebbe dovuto trovare il coraggio di rompere con l’UE. E qui iniziano i misteri: sembrerebbe che Tsipras fosse intenzionato, arrivati a quel punto, di abbandonare la moneta unica e che ci fosse un piano di prestiti economici sostenuto dal premier russo, Vladimir Putin, il quale, però, si sarebbe tirato indietro all’ultimo momento, costringendo il leader greco a mantenere l’Euro e accettare la nuova, e più violenta, ondata di austerity. 
Yanis Varoufakis, ex ministro delle finanze greco, si è dimesso il 6 luglio 2015.
Dall’altra parte, però, Varoufakis, ex ministro delle finanze, dichiara che, prima di dimettersi – o essere spinto a fare ciò –, aveva un piano alternativo per l’uscita dall’Eurozona. Ma, alcuni economisti, ha messo in luce il fatto che se un’economia relativamente forte, come, ad esempio, quella italiana, sarebbe in grado di sopravvivere ad un ritorno alla moneta nazionale, ciò non sarebbe possibile per l’economia, principalmente di importazione e di turismo, della piccola Grecia. Qual è la verità? Non la sapremo per ancora molto tempo. Il governo Tsipras, allora, è stato un grande e totale fallimento? 

SY.RI.ZA. nasce nel 2004, come coalizione di 14 partiti.
No. Tsipras, il suo partito e il suo governo hanno dei meriti immensi per i quali tutta la Sinistra europea dovrebbe esser grata. Prima di tutto, l’aver creato un soggetto unitario di Sinistra che, con un programma anti-austerity e, quindi, con la totale avversione – anche e soprattutto propagandistica, al limite dell’intimidazione degli elettori – dell’opinione pubblica europeista, cioè quella maggioritaria. Il popolo greco è stato letteralmente minacciato e intimorito. Ma ha deciso comunque di votare per la speranza. Merito certamente dell’orgoglio e il coraggio dei greci, ma anche di un partito funzionante, militante, vicino al popolo e di un leader carismatico e, anch’esso, coraggioso. 

Vittoria dell'OXI (no) al referendum del 5 luglio 2015.
Il secondo grande merito di Tsipras, compiutosi con la vittoria dell’OXI al referendum, è quello di aver messo in mostra la vera natura di questa UE: il popolo greco ha eletto un governo anti-austeriy; il governo presenta diversi piani di riforme che non contengono misure di austerity ma che sono comunque in grado di ripagare parte del debito e, al tempo stesso, di salvaguardare le fasce sociali più deboli, combattendo povertà, evasione fiscale e tassando i redditi più alti; l’Eurogruppo rifiuta puntualmente queste riforme, mettendo in mostra quali sono i suoi veri interessi, principalmente per due motivi: per non intaccare gli interessi di banche, multinazionali, ecc. e, conseguenza del primo motivo, per non creare un precedente che potesse danneggiare quegli interessi anche negli altri Stati dell’UE. Nonostante il voto dei greci alle politiche e al referendum abbia dimostrato una chiara scelta, contraria all'austerity, i vertici dell'UE hanno dimostrato una totale indifferenza alle istanze democratiche, sulle quali dovrebbe poggiare l'Unione. Ecco perché la Grecia di Tsipras è stata punita, irrigidendo ancor di più le misure di austerity. Si è trattato di un monito per gli altri Paesi: attenti a come votate, o sarete i prossimi! 
Sede della ERT, TV di stato chiusa l'11 giugno 2013 e riaperta l'11 giugno del 2015.

Nonostante l’atmosfera avversa, il governo è riuscito a mettere in pratica riforme di Sinistra quali la luce gratis e altri aiuti umanitari a 300000 poveri, la riapertura della ERT, la TV di stato ellenica e le tasse sui beni di lusso. Cosa bisogna auspicarsi da queste nuove elezioni? Con il cuore sono sicuramente più vicino alle posizioni di Piattaforma di Sinistra (l’ala radicale di Syriza) – come lo è lo stesso Tsipras – ma con la testa so che bisogna sostenere, ancora una volta, Alexis Tsipras. Una sua sconfitta potrebbe portare ad un’avanzata dei nazisti di Alba Dorata e ad un governo tecnico a guida centrista. Molti si chiedono, a questo punto, qual è la differenza tra l’attuale linea del governo Tsipras e quella di un governo tecnico di centro? Le differenze sono varie: in primo luogo, il governo Tsipras, seppur costretto ad applicare le riforme imposte dall’Eurogruppo – non essendo intenzionato ad abbandonare la moneta unica – potrà alleviarne le disastrose conseguenze a livello sociale attraverso altre riforme volte, per l’appunto, alla tassazione dei ceti maggiori e le salvaguardia delle fasce deboli. Cose complicate e scomode che un governo tecnico non avrebbe alcuna intenzione, né motivo, di tentare. 
Pablo Iglesias, leader di Podemos, ha confermato il suo sostegno a Tsipras.
A novembre, inoltre, nelle elezioni spagnole potrebbe vincere Podemos e, a quel punto, con una grande nazione come la Spagna dalla propria, i rapporti di forza potrebbero modificarsi, dando la possibilità di riavviare la lotta con l’austerità. Pur accodandomi, dunque, all’appello fatto dal partigiano Manolis Glezos a Syriza – “Tornate in voi!” –, ritengo che bisogna dare il pieno sostegno, anche se criticamente, ad Alexis Tsipras e permettergli di formare un governo monocolore, sperando che riesca ad alleggerire gli effetti dell’austerity e preparare il terreno per le battaglie future. Il compagno Alexis ha sicuramente perso delle battaglie, ma la guerra non è ancora finita e per vincerla c’è bisogno di tutti.

venerdì 14 agosto 2015

Fiore Rosso Senza Nome: Grillo, non hai capito un cazzo



Il MoVimento 5 Stelle nasce come movimento della società civile, sotto la spinta degli indignati italiani, analogamente al movimento anti-casta spagnolo degli indignados che ha portato alla nascita di Podemos. Fino alle elezioni del 2013 ritenevo il M5S come la proiezione politica delle chiacchiere da bar. E mi sbagliavo. Ho imparato a conoscere, dopo quelle elezioni, il M5S e Grillo. Grillo è, effettivamente, l’incazzato da bar che sale sul palco con un microfono in mano. Ma il M5S è una forza politica seria con proposte altrettanto serie. Peculiarità dei 5 Stelle – odio il termine “grillini”, che sminuisce il valore di persone che hanno deciso di fare politica con le migliori intenzioni – è l’essere alternativi sia alla destra che alla sinistra tradizionali per combattere la casta, i suoi privilegi, i costi (gli sprechi) della politica, con un occhio di riguardo verso la democrazia diretta e l’ecologia. In Spagna, da una situazione analoga, nasce Podemos. Anch’esso si definisce alternativo a destra e sinistra, preferendo la narrazione di una lotta del “Basso contro l’Alto”, contro la casta. Combattere privilegi, sostenere il popolo contro la casta che lo governa, ecc. Non è forse Sinistra, questa? La differenza di fondo tra il M5S e Podemos è che mentre il partito spagnolo non si definisce di Sinistra solo per ottenere consensi anche da chi, inconsapevolmente, ha idee di Sinistra, ma lega la parola “sinistra” alle scelte fallimentari e pro-sistema del centro-sinistra, il M5S vuole porsi realmente come partito trasversale. Il programma del M5S, invito tutti a leggerlo, è quantomeno progressista e, di sicuro, più a sinistra di quello del PD renziano (non che ci voglia molto) ma il suo leader, Beppe Grillo, vuole accattivarsi il sostegno del popolo tutto.
“La pancia italiana, oggi, ritiene suo di diritto il pezzo di pane dato all’immigrato, senza considerare le pagnotte intere divorate dai potenti? Bene, allora anche noi dobbiamo buttarci su quel pezzo di pane. E poco importa se il nostro programma dice altro in merito all’immigrazione. In politica valgono le urla, le parole. Il programma non lo conosce nessuno”. E qui, Grillo, dimostri di non aver capito un cazzo. Siete una forza populista – che non è un insulto, ma, anzi, significa essere vicini alle istanze del popolo – e vuoi cavalcare l’onda della rabbia contro gli immigrati. Nel parlamento europeo ti sei schierato con lo UKIP di Farage e altre forze di Destra, rifiutando sia il GUE/NGL, dove siedono Podemos e Syriza, sia i Verdi. Ora, sulla questione immigrazione, assumi posizioni simili a quelle di Salvini e della Lega Nord, per attirare ancor di più l’elettorato di Destra e quello xenofobo che, però, è ormai diretto sul fronte Lega/CasaPound. Se in questi due anni ti fossi girato dall’altro lato, avresti visto un vuoto enorme e in attesa di essere colmato. Il vuoto di nome “sinistra”. Come Podemos in Spagna, il tuo movimento sarebbe diventato la forza di Sinistra anti-sistema, quella del Basso contro l’Alto. Con le spaccature interne al PD, con SEL, Rifondazione, con la Coalizione Sociale di Landini – che, al momento, è la “cosa” italiana più simile a Podemos –, con L’Altra Europa, con il PCdI e con il sostegno del popolo di Sinistra (e non), ora la tua forza politica sarebbe, forse, al governo. Ammesso che tu lo voglia. La Destra esiste e non è rappresentata da te. La Sinistra sta per nascere e non sarà rappresentata da te. Perderai voti da entrambe le parti. In un eventuale ballottaggio, dopo aver votato la Sinistra al primo turno, spero di poter votare M5S contro il PD. Ma, ora, c’è il forte rischio di un sorpasso da parte di Salvini. Ed è la cosa che mi auguro di meno: dover scegliere tra i due Matteo. Non dico che il M5S si sarebbe dovuto definire di Sinistra ma posizionarsi meglio. Podemos ha saputo posizionarsi: il popolo è di Sinistra, anche se non lo sa. Perché Sinistra è equità, lotta ai privilegi, lotta al capitale, più diritti sociali e civili, rispetto per tutti e solidarietà. Podemos l’ha capito, forse anche grazie al suo leader, Pablo Iglesias, che ha studiato in Italia a Firenze e ha studiato Gramsci, che conosce sicuramente più di te e del nostro Fiorentino. Ecco, Grillo: studia Gramsci!

mercoledì 12 agosto 2015

Fiore Rosso Senza Nome: Il solco

Civati, Fassina, Cofferati e altri rappresentanti dell’ala di sinistra del PD sono fuoriusciti. Altri, come Bersani e Cuperlo, sono rimasti perché non vogliono che il partito si scinda. Ma ciò che nessuno sembra aver capito è che la scissione non dipende né da Civati, Fassina e Cofferati, né da Bersani e Cuperlo. La scissione è già in corso ed è quella della gente: gli elettori storici del PD, quelli che hanno seguito fedelmente per decenni i vari parti del “serpentone metamorfico PCI-PDS-DS-PD” – per dirla con Preve e Fusaro –, che si sono rifugiati nel M5S o, più spesso, nell’astensione.
Circolano sul web foto di tessere del PD strappate, buttate nel gabinetto, incartate di nero per il lutto. Io stesso ho parlato con ex segretari territoriali del PD, che hanno abbandonato addolorati, dopo anni di militanza attiva, il loro partito. Ciononostante, il PD renziano mantiene un elettorato abbastanza stabile. Ora, se la matematica non è un’opinione, ciò significa che l’elettorato del PD sta cambiando. E se l’elettorato cambia, assorbendo, in parte, quello che fu di Berlusconi, il motivo può essere uno soltanto: il contenuto è cambiato. Il tira-e-molla di Civati, Fassina, Bersani e Cuperlo va avanti da novembre. Già allora dissi che i primi due, seppur dopo un bel po’, sarebbero usciti, mentre gli altri due no. È andata esattamente così. E il motivo è semplice: tutti e quattro rappresentavano la sinistra interna del partito, ma Bersani e Cuperlo hanno una lunga storia che inizia con il PCI. Il PD è per loro un padre e un figlio, al tempo stesso. Sperano, prima o poi, di liberarsi di Renzi e riportare il partito sulla via giusta, cioè di sinistra (questa fa più effetto in inglese). Ma, purtroppo, si sbagliano. Di Renzi, il PD non si libererà per un bel po’; del renzismo forse mai. La trasformazione che ha attuato Renzi nel PD è simile a quella attuata da Tony Blair nel Partito Laburista – lo stesso Renzi, del resto, dice di ispirarsi a Blair. In poche parole, la strategia consiste nell’accentrare il partito per conquistare più consensi. Ma accentrare un partito di centro-sinistra significa renderlo di centro. Risultato: Blair ha stravinto varie volte le elezioni in Gran Bretagna, ma dopo di lui, con Gordon Brown, il partito è collassato. Questo perché leader come Blair o Renzi non rappresentano la linea di un partito ma un’idea di centro che potrebbe andar bene in qualsiasi grande schieramento politico: gli elettori non votano un programma ma un volto, un sogno, di cui il partito diventa semplice veicolo. Ma quando il sogno finisce, il veicolo si schianta. Quando, quest’anno, Ed Miliband, quasi marxista – suo padre lo è – ha riportato il Partito Laburista a Sinistra, abbiamo visto il trionfo del leader dei conservatori, David Cameron, che è riuscito ad ottenere, anche grazie alle posizioni anti-immigrazione, la maggioranza assoluta. Così si distrugge un partito di sinistra: svuotandolo di tutto e riempendolo solo di sé, lasciandolo un guscio vuoto quando ci se ne va. Chi abbandona il PD – iscritto, elettore, parlamentare, dirigente, militante – è un traditore? No. È un tradito. Non è lui ad aver cambiato la sua idea politica, ma il partito a non rispecchiarla più. Quindi, bando alle nostalgie, compagni del PD! La scissione c’è. È nella società. E non si tratta di un piccolo taglio ma di un solco profondo. E per il solco, non basta più del semplice collante. Se cercherete di essere il collante sprofonderete nel burrone. Ormai bisogna scegliere: da una parte o dall’altra. Se vi sentite ancora di Sinistra avete nuove strade da percorrere. Bisogna avere il coraggio per intraprenderle. Il PCI non c’è più da tempo e, probabilmente, non ci sarà mai più. Ma le idee, la forza, la passione sua e delle altre vecchie, gloriose forme di Sinistra (Democrazia Proletaria, il PdUP, ecc.) esistono ancora e, per la prima volta, potrebbero unirsi e creare, non una, ma la Sinistra italiana.


giovedì 6 agosto 2015

Come uscire dalla Friendzone

Grave pericolo per i giovani di oggi, la friendzone miete più vittime di un album di Justin Bieber, che miete più vittime di un album di Marco Mengoni, che miete più vittime dello spigolo del comodino contro il mignolo.
Cos'è la friendzone?
La friendzone scatta quando dite alla persona che amate, con la quale siete in amicizia, qualcosa del tipo:
"Sai non ho mai conosciuto una persona come te. Sento che tra noi c'è comprensione. Sto benissimo con te. Vorrei che fossimo più che amici!".
E lui/lei vi risponde:
"Neanche io avevo mai conosciuto una persona come te. Non possiamo essere semplici amici. Hai ragione, migliore amico/a!".
Reazioni del frienzonato (friendzoned in inglese).
Le reazioni alla lettura di un messaggio del genere possono essere due:
1) Impazzite del tutto, tirate fuori (non si sa da dove) una pistola e sparate ripetutamente contro l'iPhone che i vostri genitori hanno pagato 800€, suscitando la loro ira e le conseguenti vostre dipartite violente e il loro arresto.
2) Riuscite a mantenere un minimo di autocontrollo e puntate l'arma contro di voi.
"Ma moriamo lo stesso?" vi starete chiedendo. Certo, ma voi non avete una mela morsa sul didietro.
Cause del fenomeno.
Il problema principale è che voi vi siete dichiarati con dei messaggi. Si sa: quando si usa la scrittura si è più liberi, meno impacciati, più simpatici, più brillanti. Ma ciò vale anche per chi sta dall'altra parte, il quale si sente libero di rispondere in modo pseudo-ironico. "Sì, simpatico come quando compri un CD di John Lennon da un marocchino e dentro ti ritrovi Justin Bieber feat. Marco Mengoni (collaborazione mai avvenuta, ma i marocchini trovano di tutto)" direte voi. Be', per lui/lei quel messaggio è simpatico. E forse lo è anche il CD che avete comprato in spiaggia. In questo caso, è un bene che non abbiate fatto colpo.
Come evitare la friendzone.
Il primo modo per evitare la friendzone è, dunque, dichiararsi a voce. Non è detto che il vostro sogno d'amore si realizzi ma riceverete, probabilmente, una risposta più umana.
"Mi sta dicendo no, senza prendermi in giro? Come è umano/a lei!"
Lo so. È brutto comunque ma, in quel caso, non potevate ottenere di meglio.
Lo/a stronzo/a.
Qualcuno potrebbe frienzonarvi anche dal vivo. Oppure, semplicemente, avete letto questo tutorial quando vi eravate già dichiarati per vie telematiche. In questo caso presentatevi dal vivo a questa persona e, se la risposta dovesse essere ancora "ironica" saprete comportarvi.
Siamo nel caso dello stronzo, una persona che vi da una risposta con elevato contenuto di "BestFriend", "AmicoDelCuore", ecc. anche dal vivo.
In questo caso, uscire dalla zona-amico sarà più facile di come ci siete entrati.
Come uscire dalla friendzone.
Semplicemente lasciatevi andare ai sentimenti che provate per quella persona e saltatele addosso, fuoriuscendo la lingua.
I risultati potrebbero essere due: o anche lui/lei si lascerà andare all'eros o vi ritroverete con una denuncia per molestie sessuali.
In entrambi i casi, non vi considererà più suo amico.

lunedì 6 luglio 2015

L'Oroscopo del Volpone

Benvenuti al nuovo appuntamento del blog: l'Oroscopo del Volpone.

Ariete: avrete una serie di difficoltà e proverete a non affrontarle immediatamente. Sbagliato! È arrivato, invece, il momento di risolvere i problemi: prendete il toro per le corna!

Toro: non sorprendetevi se un'ariete tenterà di prendervi per le corna: pensavate davvero che la scappatella del vostro partner sarebbe passata del tutto inosservata?

Genelli: passerete una splendida settimana, anzi due, in compagnia del vostro migliore amico, anzi dei vostri due migliori amici. Litigi con i fratelli per l'utilizzo dello specchio potrebbero rovinare l'atmosfera. Provate a lasciare lo specchio e guardate negli occhi vostro fratello, potreste trovare voi stessi nell'altro.

Cancro: avete il Sole in Mercurio. Spostatevi o penserete di dover rimanere a letto senza andare in spiaggia. E se ci andate non portatevi un termometro.

Leone: tutto intorno a voi sembrerà bestiale. Tutti sembreranno abbandonarsi ad istinti primordiali repressi, specie di natura sessuale. Siete nel vostro regno!

Vergine: tutto intorno a voi sembrerà bestiale. Tutti sembreranno abbandonarsi ad istinti primordiali repressi, specie di natura sessuale. Senza dubbio, un brutto periodo per voi.

Bilancia: i vostri comportamenti potrebbero scatenare la gelosia dei vostri amici più cari: non potete più permettervi di usare due pesi e due misure!

Scorpione: periodo di nervosismo per gli amici dello Scorpione: potreste rovinare delle splendide amicizie per il vostro comportamento velenoso. Riconquistateli con delle battute pungenti.

Capricorno: qualcuno vi dedicherà meno tempo di quanto non ne dedichi ad altri.

Acquario: non esaltatevi troppo! È ora di smetterla con l'egocentrismo! Non siete immensi! Non siete tutto! Al di fuori di voi esiste un mare intero!

Pesci: siete perfetti e straordinari, come sempre, del resto! Siete i migliori! Non fidatevi di chi dice il contrario. Ascoltate, invece, quello che, attraverso un vetro riflettente, ve lo dice ogni giorno!

sabato 4 luglio 2015

Referendum in Grecia

Domani, 5 luglio, in Grecia si vota un referendum. Prima di spiegare cosa chiede il referendum, vi spiego cosa sia un referendum. Essì, perché in Italia non siamo più abituati ai referendum. Referendum deriva dal latino. E già questo è un problema. Il referendum è politica vecchia. Con esso si chiede ad un popolo cosa esso voglia fare del proprio futuro. "Futuro". Parola vecchia. Se pensi al futuro vuol dire che non ci sei ancora. Sei nel passato. A cosa serve chiedere ad un popolo del proprio futuro? Voglio dire: ciò poteva andare bene con Berlusconi o con Monti al governo. Non ho dimenticato Letta ma è proprio che non c'è niente da dire. In Italia gli ultimi referendum sono stati votati nel 2010. Acqua, nucleare, ecc. Ma, da quando c'è Renzi, il loro valore è nullo. Il referendum è passato dato che parla del futuro. Renzi è presente. E lo sarà sempre. Perché Renzi è moda. La politica italiana si divide in vecchi e Renzi. A cosa serve chiedere al popolo? A quale popolo, poi? Quello che ha votato per un ventennio Berlusconi? E diamo il governo a Renzi! Nuovo. Lontano dalla politica vecchia. Tipo quella delle false promesse, dell'arrivismo, dei tradimenti... Ehm...
Quando hai un leader illuminato che decide dall'alto a cosa serve un referendum? Per Renzi, infatti, Tsipras, indicendo il refendum, si è sottratto dalla responsabilità del governo.
"Ma infatti!" dice Renzi. "Chi cazzo sono questi greci per decidere della loro vita e di quella dei loro figli? Già hanno votato per il governo! In Italia sono il terzo governante non eletto consecutivo e nessuno si lamenta! E se non vado bene non mi votassero più! Ahahah! Buona questa!"
Capisco, dunque, che parlare di procedimenti troppo democratici in Italia sia complesso. Un po' come invitare un musulmano ad una grigliata. O invitare un occidentale ad una cena in Cina: potrebbero offrirgli un "hot dog" ma non so se avrebbe lo stesso gusto di quelli dei fast food.
Cosa si decide con il referendum? La domanda è semplice: volete continuare a farvi strangolare dai memorandum della BCE, dell'FMI e della Commissione Europea, senza aver diritto alle minime condizioni di dignità umana, per veder ridurre il debito pubblico, crescere dello 0,0001% il PIL, senza accorgervi del cambiamento, a meno che voi non siate multinazionali e banchieri, come ha fatto l'Italia? In alternativa votate NO.
O
X
I
!



https://twitter.com/PietroPitMarino
https://www.facebook.com/pages/Pit-World/136938889681117